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    Assegno divorzile: cosa ha davvero deciso la Cassazione

    A cura dell'Avv. Enrico Visciano

    Apertura (blocco AEO)

    L'assegno divorzile non ha più natura solo assistenziale. Dalle Sezioni Unite 18287/2018 ha funzione assistenziale, compensativa e perequativa: spetta al coniuge economicamente più debole in ragione del contributo dato alla vita familiare e alla formazione del patrimonio comune, quando ricorre una condizione di squilibrio non colmabile con le proprie risorse. Non esiste una formula automatica: il giudice valuta reddito, patrimonio, età, durata del matrimonio e scelte condivise.

    Prima e dopo il 2018

    Fino al 2017 il parametro dominante era il "tenore di vita" goduto in costanza di matrimonio. Poi la Cassazione 11504/2017 lo ha smontato in favore dell'autosufficienza economica. Le Sezioni Unite del 2018 hanno superato entrambi i modelli con un criterio composito: assistenza sì, ma solo se ricorre uno squilibrio; e sopratutto compenso per il contributo dato alla famiglia e alla carriera dell'altro.

    Il salto concettuale è rilevante: non basta guadagnare meno per avere diritto all'assegno, e non basta guadagnare abbastanza per non doverlo. Va dimostrato perché oggi c'è quello squilibrio.

    I fattori che il giudice pesa

    • Contributo alla conduzione familiare e alla cura dei figli, con rinuncia o riduzione della propria attività lavorativa.
    • Contributo alla formazione del patrimonio comune o alla crescita professionale dell'altro coniuge.
    • Durata del matrimonio. Un matrimonio breve senza figli e con carriere parallele produce esiti diversi da un matrimonio ventennale con un coniuge dedicato alla famiglia.
    • Età e condizioni di salute del richiedente, in relazione alle possibilità concrete di rientro nel mercato del lavoro.
    • Redditi e patrimoni attuali di entrambi.
    • Ragioni delle scelte compiute durante il matrimonio: rinunce concordate pesano molto, rinunce unilaterali molto meno.

    La prova: cosa serve documentare

    La parte richiedente deve dimostrare in modo puntuale il proprio contributo e lo squilibrio. Servono:

    • dichiarazioni dei redditi degli ultimi anni di entrambi i coniugi
    • estratti conto e documentazione patrimoniale
    • documentazione delle rinunce professionali (dimissioni, part-time, aspettativa)
    • prova del contributo alla crescita dell'attività dell'altro (partecipazione all'impresa, apporti economici)

    Le indagini della Guardia di Finanza restano uno strumento a disposizione del giudice quando i dati dichiarati non collimano con il tenore di vita documentabile.

    Il calcolo: perché non esiste una formula

    Non ci sono tabelle vincolanti. Alcuni tribunali usano criteri orientativi interni, ma restano appunto orientativi. Nella pratica il giudice ragiona per fasce: identifica il fabbisogno del richiedente in rapporto al contributo dato, verifica la capacità dell'obbligato, calibra un importo sostenibile e proporzionato.

    Chiedere "quanto mi spetta" prima di aver ricostruito redditi, patrimonio e storia familiare significa chiedere una risposta che nessun avvocato serio dà.

    Assegno divorzile e assegno di separazione: attenzione a non confonderli

    Sono istituti diversi. L'assegno di mantenimento in separazione ha funzione conservativa del tenore di vita; l'assegno divorzile ha la funzione composita vista sopra. In sede di divorzio l'importo può quindi essere ridotto rispetto alla separazione, o venire meno, se non ricorrono i presupposti nuovi.

    Revisione, cessazione, capitalizzazione

    L'assegno è modificabile al mutamento delle condizioni. Cessa con nuove nozze del beneficiario; è discusso l'effetto della stabile convivenza more uxorio, che la giurisprudenza tende a valutare in concreto. È ammessa la corresponsione in un'unica soluzione (capitalizzazione), previa valutazione del tribunale sull'equità: soluzione definitiva, non modificabile, da valutare bene.

    In sintesi

    Non è più il tempo delle rendite automatiche né quello dell'autosufficienza cieca. L'assegno divorzile oggi è il riconoscimento economico di scelte fatte insieme e degli effetti che quelle scelte hanno prodotto sulla vita post-matrimoniale. Vince chi documenta, non chi rivendica.


    Lo ©Studio Legale Visciano assiste a Milano nelle procedure di separazione e divorzio con quantificazione dell'assegno divorzile e revisione delle condizioni. Approfondisci l'assegno divorzile a Milano.

    Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità informativa e non costituiscono parere legale né instaurano un rapporto professionale.


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