Risposta rapida
L'assegno di mantenimento per i figli è determinato in proporzione al reddito di ciascun genitore, considerando le esigenze attuali del figlio, il tenore di vita goduto durante la convivenza, i tempi di permanenza presso ciascun genitore, le risorse economiche di entrambi e il valore economico dei compiti domestici e di cura. Non esiste una tabella nazionale vincolante: l'importo si determina sul caso concreto.
H2 — Mantenimento dei figli e mantenimento del coniuge
Sono due istituti distinti. Il mantenimento dei figli è un dovere che prescinde dalla condotta dei genitori e dura fino all'autosufficienza economica. Il mantenimento del coniuge in sede di separazione presuppone che il richiedente non abbia adeguati redditi propri e che non gli sia stata addebitata la separazione; in sede di divorzio si applicano i diversi criteri dell'assegno divorzile.
H2 — Come si determina l'importo
Gli elementi che il giudice considera sono: i redditi documentati e la capacità reddituale effettiva di entrambi i genitori, il patrimonio, le esigenze concrete del figlio, i tempi di permanenza, la disponibilità dell'abitazione, il contributo in natura fornito da ciascun genitore.
Alcuni tribunali utilizzano tabelle o linee guida orientative. Non sono vincolanti e non sostituiscono la valutazione del caso: possono però essere utili per verificare la ragionevolezza di una proposta.
H2 — Le spese straordinarie
Sono le spese non coperte dall'assegno ordinario. Il conflitto nasce quasi sempre da due omissioni: la mancata elencazione analitica e la mancata previsione di un obbligo di previo accordo per le spese di importo rilevante.
Una clausola efficace distingue tre categorie: spese da sostenere sempre pro quota senza preventivo accordo (es. libri scolastici, visite mediche urgenti), spese che richiedono accordo scritto preventivo (es. attività sportive agonistiche, viaggi di istruzione, corsi privati), e spese escluse. Aggiunge inoltre termini di rimborso e obbligo di produrre giustificativi.
H2 — Revisione dell'assegno
La revisione richiede fatti nuovi e sopravvenuti: perdita del lavoro, mutamento significativo del reddito, nuove esigenze del figlio, raggiunta autosufficienza. Non basta un peggioramento volontario della propria condizione.
H2 — Se l'assegno non viene pagato
Gli strumenti disponibili includono l'ordine di pagamento diretto a carico di terzi obbligati verso l'inadempiente, il pignoramento, la costituzione di garanzie e, ricorrendone i presupposti, i profili di rilevanza penale per violazione degli obblighi di assistenza familiare. La scelta dello strumento dipende dalla situazione patrimoniale e lavorativa dell'obbligato.
H2 — Come lavoriamo
- Ricostruzione documentale della posizione reddituale e patrimoniale.
- Valutazione dell'importo sostenibile o esigibile e delle prospettive processuali.
- Preventivo scritto ai sensi della L. 124/2017.
- Trattativa o azione, e assistenza nella fase esecutiva.
FAQ
Esiste una tabella per calcolare il mantenimento? Non esiste una tabella nazionale vincolante. Alcuni uffici giudiziari adottano linee guida orientative, ma la determinazione avviene sul caso concreto.
Fino a quando si paga il mantenimento al figlio? Fino al raggiungimento dell'autosufficienza economica. Non cessa automaticamente con la maggiore età.
Il mantenimento si riduce se aumentano i tempi con l'altro genitore? I tempi di permanenza sono uno dei criteri di determinazione. Una modifica significativa e stabile può giustificare una revisione.
Chi paga l'università? Rientra tra le spese di mantenimento del figlio non autosufficiente, secondo la ripartizione stabilita e le concrete capacità economiche dei genitori.
Le spese straordinarie sono automaticamente dovute? Dipende da come sono state disciplinate nel provvedimento o nell'accordo. Le clausole generiche generano contenzioso: vanno definite analiticamente.
L'assegno si rivaluta? Di norma sì, secondo gli indici ISTAT, se previsto nel provvedimento o nell'accordo.
Il nuovo matrimonio dell'obbligato incide? Le nuove situazioni familiari possono rilevare nella valutazione complessiva delle condizioni economiche, ma non determinano di per sé l'esonero.
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