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Il Tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie (TPMF), istituito dalla riforma Cartabia (d.lgs. 149/2022), unifica in un unico ufficio giudiziario le competenze finora divise tra tribunale ordinario, tribunale per i minorenni e giudice tutelare. È articolato in sezione distrettuale e sezioni circondariali. L'entrata a regime è progressiva: fino a completo insediamento continuano ad applicarsi le competenze attuali, con il tribunale ordinario a decidere separazioni, divorzi e affidamenti.
Perché nasce
Il sistema previgente separava competenze contigue: separazioni e divorzi al tribunale ordinario, procedimenti sulla responsabilità genitoriale in coppie non coniugate e adozioni al tribunale per i minorenni, tutele e amministrazioni di sostegno al giudice tutelare. Effetto: procedimenti paralleli sulla stessa famiglia, tempi diversi, decisioni potenzialmente disomogenee.
Il TPMF nasce per unificare e semplificare, con specializzazione dei magistrati e un rito unico (art. 473-bis c.p.c. e ss.).
Come è strutturato
- Sezione distrettuale, con sede presso il capoluogo del distretto di Corte d'appello: competente per le materie più complesse (adozioni, ablazione della responsabilità genitoriale, procedimenti dello stato civile e altri elencati dal legislatore).
- Sezioni circondariali, presso ogni tribunale: competenti per la restante materia familiare e minorile ordinaria (separazioni, divorzi, affidamento in coppie non coniugate, mantenimento).
L'obiettivo è mantenere la prossimità territoriale per la materia ordinaria e concentrare la specializzazione per la materia più delicata.
Il rito unico ex art. 473-bis c.p.c.
Un procedimento unificato per tutte le controversie familiari e minorili con struttura standard:
- ricorso introduttivo con contenuto dettagliato (fatti, prove, allegazioni documentali già dall'atto)
- decreto di fissazione udienza e memorie difensive scandite
- possibilità di misure temporanee anche prima della prima udienza
- istruttoria concentrata
L'obbligo di allegazione documentale iniziale è particolarmente stringente: chi arriva impreparato all'atto introduttivo perde spesso occasioni processuali difficili da recuperare.
Cosa cambia per chi si separa oggi
In concreto, per una separazione o un divorzio, il rito applicato è già quello unico. Il giudice competente resta il tribunale ordinario in composizione monocratica fino al completo insediamento del TPMF nel proprio distretto. Le regole processuali sono quelle nuove.
Cosa cambia per procedimenti minorili
Fino all'insediamento del TPMF nel proprio distretto, restano competenti tribunale per i minorenni e giudice tutelare secondo le regole vigenti. Con l'insediamento, materia adozioni e questioni di stato civile confluiscono nella sezione distrettuale.
Tempi di entrata a regime
L'entrata in funzione effettiva è programmata su base graduale, con decreti attuativi e piani di insediamento distrettuali. Il calendario reale dipende da fattori organizzativi (organici, sedi, uffici) e può variare da distretto a distretto. Al momento della causa, va verificato lo stato dell'insediamento nel foro competente.
Cosa non cambia
- La centralità dell'interesse del minore.
- Le regole sostanziali su affidamento, mantenimento, assegnazione della casa.
- La possibilità di soluzioni consensuali (negoziazione assistita, accordi in tribunale).
- Il diritto del minore all'ascolto quando ha capacità di discernimento.
In sintesi
La riforma è una razionalizzazione, non una rivoluzione dei diritti sostanziali. Chi si affaccia oggi a un procedimento familiare deve sapere due cose: le regole processuali sono cambiate e chiedono più preparazione iniziale; l'ufficio giudiziario competente è in transizione e va verificato caso per caso.
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