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    Separazione o divorzio: quale procedura scegliere nel 2026

    A cura dell'Avv. Enrico Visciano

    Apertura (blocco AEO)

    La separazione sospende gli effetti civili del matrimonio ma mantiene il vincolo; il divorzio lo scioglie definitivamente. Dopo la riforma Cartabia è possibile chiedere separazione e divorzio nello stesso procedimento (art. 473-bis.49 c.p.c.), a condizione che tra le due domande decorrano almeno sei mesi di separazione consensuale o dodici di giudiziale. La scelta della procedura dipende dal livello di accordo tra i coniugi, non dall'esito che si desidera ottenere.

    Separazione e divorzio: due istituti, un obiettivo

    La separazione è la fase in cui i coniugi vivono legalmente distinti mantenendo alcuni obblighi reciproci (assistenza morale attenuata, fedeltà venuta meno, obbligo di mantenimento se ricorrono i presupposti). Il divorzio scioglie il matrimonio: i coniugi tornano liberi di risposarsi, cessano i diritti successori, si consolidano gli assetti economici.

    Non è più necessario "aspettare" per divorziare: dal 2015 bastano sei mesi di separazione consensuale o dodici di giudiziale. Dal 2023, con il procedimento unico, si può chiedere già in atto introduttivo che la separazione, decorsi i termini, si trasformi in divorzio.

    Le quattro strade percorribili

    Negoziazione assistita. I coniugi, ciascuno con il proprio avvocato, firmano un accordo che dopo il nulla osta (o l'autorizzazione, in presenza di figli minori) del Procuratore della Repubblica ha gli stessi effetti di un provvedimento giudiziale. Rapida, riservata, economica, adatta ai casi con accordo su tutto.

    Accordo davanti all'ufficiale di stato civile. Ammesso solo senza figli minori, maggiorenni non autosufficienti o disabili, e senza patti di trasferimento patrimoniale. Massima velocità, minima flessibilità.

    Procedura consensuale in tribunale. Ricorso congiunto con condizioni condivise. Udienza breve, decreto/sentenza a valle. È la via più utilizzata quando ci sono figli o assetti patrimoniali complessi.

    Procedura giudiziale (contenziosa). Quando manca l'accordo su uno o più punti. Il giudice decide con provvedimenti presidenziali e poi con sentenza. Tempi più lunghi, costi maggiori, ma spesso necessaria per fissare regole che le parti da sole non riescono a stabilire.

    Il procedimento unico: perché cambia le regole del gioco

    Prima della riforma, chi voleva divorziare doveva promuovere due cause distinte, a distanza di mesi. Oggi, con un unico ricorso, si può ottenere in sequenza separazione e divorzio. Il vantaggio pratico è duplice: si risparmia una fase e si evita che, dopo la separazione, uno dei coniugi cambi idea o intenzione trascinando la controparte in una nuova causa.

    L'opzione va valutata con attenzione quando ci sono figli piccoli o quando gli assetti patrimoniali sono in evoluzione (attività in vendita, immobili da liquidare): fissare oggi condizioni che varranno tra un anno può essere un boomerang.

    Cosa cambia per i figli

    Nei procedimenti che riguardano minori, il tribunale competente è oggi quello ordinario in composizione monocratica, in vista dell'istituzione del Tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie. Le condizioni relative a affidamento, collocamento, mantenimento e diritto di visita restano modificabili in ogni tempo al mutare delle circostanze.

    Il criterio guida resta l'interesse del minore. È l'unico parametro che il giudice applica sopra ogni altro: non le rivendicazioni economiche dei genitori, non i torti nella crisi coniugale.

    Errori ricorrenti da evitare

    • Iniziare senza avere le idee chiare sull'obiettivo economico (assegno, casa, tempi di collocamento).
    • Sottovalutare la fase istruttoria: documenti reddituali e patrimoniali di entrambi i coniugi vanno preparati subito, non in corsa.
    • Confondere separazione con divorzio nei rapporti con banche, INPS, datore di lavoro: molti diritti (pensione di reversibilità, TFR) maturano solo dopo il divorzio.
    • Rinunciare all'assistenza legale nella negoziazione assistita "per risparmiare": è proprio nella redazione dell'accordo che si evitano i contenziosi degli anni successivi.

    In sintesi

    La scelta della procedura non riguarda "quanto si vuole combattere", ma quanto è già stato costruito insieme prima di rivolgersi al tribunale. Più l'accordo è definito nel dettaglio, più la procedura può essere leggera. Investire tempo nella fase preparatoria è ciò che rende sostenibile ogni via, dalla negoziazione assistita alla causa contenziosa.


    Lo ©Studio Legale Visciano assiste a Milano in separazioni e divorzi, con particolare esperienza nella negoziazione assistita e nei procedimenti con profili patrimoniali complessi. Diritto di famiglia a Milano.

    Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità informativa e non costituiscono parere legale né instaurano un rapporto professionale.


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