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    Spese straordinarie per i figli: la clausola che evita anni di liti

    A cura dell'Avv. Enrico Visciano

    Apertura (blocco AEO)

    Le spese straordinarie per i figli sono quelle non comprese nell'assegno mensile ordinario: spese mediche non coperte dal Servizio sanitario, spese scolastiche, attività sportive, viaggi di istruzione. Non esiste un elenco di legge. Vanno definite nell'accordo di separazione o nel provvedimento del giudice, distinguendo quelle da sostenere sempre pro quota da quelle che richiedono accordo scritto preventivo.

    Perché è la clausola più litigata

    Nella pratica, il contenzioso post-separazione raramente nasce dall'assegno mensile: quello è un numero fisso, si paga o non si paga. Nasce dalle spese straordinarie. Un genitore iscrive il figlio a un corso di equitazione e chiede il rimborso della metà; l'altro risponde che non era d'accordo. Un genitore paga un dentista privato; l'altro sostiene che bastava il servizio pubblico.

    La radice del problema è quasi sempre la stessa: l'accordo diceva "le spese straordinarie saranno divise al 50%". Sette parole che non risolvono nulla.

    Il principio: ordinario e straordinario

    L'assegno periodico copre le esigenze ordinarie e prevedibili: vitto, alloggio, abbigliamento, materiale scolastico corrente, trasporti, piccole spese ricorrenti. Restano fuori le spese che, per natura o per importo, non erano prevedibili nella determinazione dell'assegno.

    Il criterio non è la cifra in sé, ma la combinazione di imprevedibilità e non ricorrenza. Un paio di scarpe è ordinario anche se costa; un intervento ortodontico è straordinario anche se rateizzato.

    Le tre categorie che una clausola efficace deve prevedere

    Categoria A — dovute pro quota, senza previo accordo. Sono quelle necessarie e non rinviabili, dove chiedere il consenso significherebbe pregiudicare il figlio:

    • spese sanitarie urgenti e visite specialistiche prescritte
    • ticket, farmaci prescritti, cure ortodontiche prescritte da specialista
    • libri di testo, tasse scolastiche obbligatorie, assicurazione scolastica
    • gite scolastiche organizzate dall'istituto

    Categoria B — subordinate ad accordo scritto preventivo. Sono quelle discrezionali e di importo significativo:

    • attività sportive e ricreative, con relativa attrezzatura
    • corsi di lingua, viaggi studio, soggiorni all'estero
    • scuole private e università fuori sede
    • prestazioni mediche non urgenti presso strutture private quando esiste alternativa pubblica accessibile
    • conseguimento della patente, veicoli

    Categoria C — escluse. Tutto ciò che i genitori decidono espressamente di non far rientrare nel riparto.

    Il meccanismo procedurale

    Elencare le categorie non basta. La clausola deve dire anche come funziona:

    1. Forma della richiesta di accordo. Comunicazione scritta — email o messaggistica — con indicazione della spesa, dell'importo stimato e della motivazione.
    2. Termine per la risposta. Un termine breve, ad esempio dieci giorni, con previsione espressa degli effetti del silenzio. Il silenzio-assenso riduce drasticamente le liti; il silenzio-rifiuto le moltiplica.
    3. Termine per il rimborso. Ad esempio trenta giorni dalla consegna del giustificativo.
    4. Obbligo di produrre il documento di spesa. Fattura o scontrino parlante intestato.
    5. Percentuale di riparto. Non necessariamente al 50%: può seguire la proporzione dei redditi.
    6. Soglia di rilevanza. Sotto un certo importo la spesa resta a carico di chi la sostiene, per evitare la contabilità del quotidiano.

    Cosa succede se manca l'accordo preventivo

    Quando un genitore sostiene una spesa della categoria B senza il consenso dell'altro, il rimborso non è automatico. Il giudice valuta se la spesa rispondesse all'interesse del figlio e se fosse coerente con il tenore di vita e le capacità economiche dei genitori. È una valutazione caso per caso, con esito incerto: motivo in più per regolare la procedura in anticipo.

    Il recupero delle somme

    Il provvedimento che stabilisce il riparto delle spese straordinarie può costituire titolo esecutivo per il recupero, a condizione che l'importo sia determinabile in base a criteri sufficientemente precisi. Anche qui, la genericità della clausola si paga: se il titolo non è liquido, prima di procedere serve un ulteriore accertamento.

    In sintesi

    Scrivere bene questa clausola richiede un'ora in più al momento della separazione. Non scriverla bene può costare anni di procedimenti di modifica e di recupero crediti. È il punto in cui l'assistenza legale ha il rendimento più alto rispetto al tempo impiegato.


    Lo Studio Legale Visciano assiste a Milano nella redazione degli accordi di separazione e divorzio e nei procedimenti di modifica delle condizioni. Contatta lo Studio per una consulenza.

    Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità informativa e non costituiscono parere legale né instaurano un rapporto professionale.


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