Risposta rapida
Il divorzio giudiziale è il procedimento che si apre quando i coniugi non concordano sulle condizioni dello scioglimento del matrimonio. Presuppone il decorso di sei mesi dalla comparizione nella separazione consensuale o dodici mesi in caso di separazione giudiziale. Dopo la riforma del d.lgs. 149/2022 il rito è unificato: atti introduttivi analitici, deposito obbligatorio della documentazione reddituale e udienza di comparizione con provvedimenti provvisori.
H2 — Presupposti: quando si può chiedere
La causa più frequente è l'avvenuta separazione protrattasi per il tempo previsto dalla legge. Esistono poi ipotesi ulteriori previste dalla legge sul divorzio, tra cui alcune fattispecie penali, l'annullamento o lo scioglimento del matrimonio contratto all'estero, la mancata consumazione e la rettificazione di attribuzione di sesso.
H2 — La procedura dopo la riforma
- Ricorso introduttivo. Deve contenere l'esposizione dei fatti, le conclusioni, l'indicazione dei mezzi di prova e, in allegato, le dichiarazioni dei redditi degli ultimi tre anni e la documentazione patrimoniale.
- Comparsa di costituzione del convenuto, con le medesime allegazioni, entro il termine assegnato.
- Udienza di comparizione personale delle parti, nella quale il giudice tenta la conciliazione e adotta i provvedimenti provvisori e urgenti su figli, casa e assegni.
- Istruttoria. Documenti, testimoni, eventuali indagini della polizia tributaria sui redditi, consulenze tecniche.
- Sentenza, eventualmente preceduta da sentenza non definitiva sullo status quando la controversia riguarda solo gli aspetti economici.
H2 — I provvedimenti provvisori: la fase che conta di più
I provvedimenti adottati alla prima udienza governano la vita delle parti per l'intera durata del giudizio, spesso per anni. Determinano chi resta nella casa familiare, i tempi di permanenza dei figli con ciascun genitore e gli importi da versare.
Arrivare a quell'udienza con documentazione economica completa e ordinata è la scelta difensiva più rilevante dell'intero procedimento. Modificare in seguito un provvedimento provvisorio è possibile, ma richiede fatti nuovi.
H2 — L'assegno divorzile: come si decide
L'assegno divorzile non ha natura solo assistenziale: assolve anche a una funzione perequativo-compensativa. Il giudice considera le condizioni delle parti, le ragioni della decisione, il contributo personale ed economico dato da ciascuno alla conduzione familiare e alla formazione del patrimonio comune, il reddito di entrambi e la durata del matrimonio.
Rileva in particolare il sacrificio di aspettative professionali sostenuto da un coniuge in favore della famiglia: è uno dei profili in cui una ricostruzione documentale accurata cambia l'esito.
H2 — Tempi realistici
Un divorzio giudiziale non conflittuale su un patrimonio semplice può definirsi in circa un anno e mezzo. Un giudizio con contestazioni sui redditi, consulenze tecniche e appelli può durare diversi anni. Chiunque prometta tempi certi in una causa contenziosa sta descrivendo un'eccezione, non la regola.
Lo Studio valuta in ogni fase — anche a causa iniziata — se esistono margini per una definizione concordata, che resta quasi sempre la soluzione economicamente più efficiente.
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FAQ
Serve la separazione prima del divorzio giudiziale? Di regola sì, con il decorso di sei o dodici mesi a seconda che la separazione sia stata consensuale o giudiziale. Esistono ipotesi ulteriori previste dalla legge sul divorzio.
Si può passare da giudiziale a congiunto in corso di causa? Sì. Se le parti raggiungono un accordo, il procedimento può essere definito con condizioni concordate, con risparmio di tempi e costi.
Il giudice può indagare sui redditi dichiarati? Sì. Può disporre accertamenti, anche tramite la polizia tributaria, sui redditi e sul patrimonio delle parti.
Cosa succede se il coniuge non si costituisce? Il giudizio prosegue in contumacia, ma il giudice deve comunque accertare i presupposti e decidere sugli aspetti economici e sui figli.
Si può ottenere il divorzio prima di definire l'assegno? Sì. È possibile una sentenza non definitiva sullo status, proseguendo il giudizio sui soli profili economici.
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